




>> ROB Daytona by Mr. MARTINI
Articolo tratto da "Racer" 20 - Testo di Pierpaolo Bucci -
Foto di Simone Romeo
Best of Our Show. Nella notte del 21 gennaio, Claudio Fusaro aveva le sue buone ragioni per non sentire freddo, tornando a Verona in sella a quest'ultima creazione di MrMartini. Correva sulla sua Daytona che aveva sbancato al Bike Show di Racer, dopo aver toccato il cuore di tutti gli appassionati.
Gli sbarbatelli e gli appassionati dell'ultima ora, quelli per cui Triumph vuole dire "solo" Speedtriple, devono rimboccarsi le maniche e ripassare i fondamentali del motociclismo europeo degli anni sessanta. Appena prima che il prodotto nipponico con la sua massiccia invasione minasse le sorti dell'industria motociclistica di Sua Maestà, a Meriden si sfornavano motociclette "in-line three" dall'impareggiabile fascino e dalla linea inconfondibile. Tre cilindri impreziosite dal mitico scarico ray-gun, letteralmente 'pistola a raggi', caratterizzato dal profilo a sciabola e culminante in tre beccucci sovrapposti. Le Trident, seppur afflitte dai soliti inconvenienti tipici del prodotto albionico del tempo, andavano forte ed erano considerate a ragione quanto di meglio si potesse desiderare per chi aveva gusto e la velocità nel sangue... Nicola Martini, personaggio chiave del mondo Triumph odierno al quale abbiamo dedicato una ricca monografia nello scorso numero, certe cose le sa bene. Nel corso di questi ultimi anni, il nostro amico Veronese ha dimostrato la sua chiara attitudine ad attualizzare stilemi e componenti che rischiavano di restare relegati alla golden age del motociclismo del vecchio continente. Grazie ad intuizioni a volte disarmanti nella loro semplicità, Nicola ha saputo creare special irripetibili anche sostituendo solo uno o due componenti della moto, ma effettuando gli interventi con precisione e coerenza stilistica.
La Daytona di Claudio Fusaro non sfugge a questa regola. Claudio è un cliente Triumph della prima ora, ha posseduto cinque modelli del nuovo corso e, prima di questa Special, era un soddisfatto possessore di una Thruxton. "Essere appassionato di Triumph e allo stesso tempo amico di Nicola è un bel casino. Le moto non resteranno mai uguali a loro stesse; appena hai finito di manipolarle, quando oramai sembra raggiunta la forma ideale, ti viene voglia di cambiarle per iniziare un progetto nuovo. Ma questa, credo, la terrò per un bel po' di tempo, è troppo lineare, troppo perfetta... Pensa che, pochi giorni or sono, ho passato venti minuti ad un posto di blocco perchè un agente se ne era innamorato". La Daytona 2005, per intenderci quella da 150 cavalli, è restata stock per pochissimo tempo. Claudio, che conosce bene il codone della Thruxton Cup, continua ad immaginarselo montato sulla sua "tripla" e lo vede bene. "Nicola non se I'e fatto ripetere due volte. II grosso del lavoro è tutto Iì, nel taglio del telaietto posteriore e nel riposizionamento di tutta la componentistica che, in origine, si nasconde sotto la sella. Vaschetta di recupero del liquido refrigerante, supporto batteria, centralina, cavi... Nel sottocoda più piccolo deve comunque starci tutto e soprattutto in ordine, in maniera funzionale." Ad ogni modo, sistemata la pratica del monoposto, la Daytona non viene eccessivamente stravolta: anche questo è un elemento ricorrente nei lavori di Mr. Martini.
I modelli di base, al di là delle rivisitazioni stilistiche, vengono sempre rispettati nella loro integrità e restano sempre immediatamente riconoscibili. Questo non vuol dire che il lavoro da fare sia minimo; la caratteristica verniciatura in nero lucido del telaio rende necessario lo smontaggio totale della moto che, nelle fasi intermedie delle operazioni, è ridotta ad un ammasso di parti smontate distribuite in diversi scatoloni. Per Claudio è un tormento, ma vale la pena di tenere duro. L'eliminazione della carenatura èe un lavoro certosino che prevede la "pulizia" di tutti gli attacchi e supporti, e la creazione di nuove staffe in alluminio, a sostegno della strumentazione e del fanale anteriore. Quest'ultimo non e d'origine inglese, proviene infatti da una Harley-Davidson Fat Boy. Nonostante I'aspetto della motocicletta sia radicalmente cambiato, avvicinandosi all'ideale assoluto di perfetta cafe racer, c'è molto più materiale standard a bordo di quanto si sia portati a credere: motore e ciclistica, ad esempio, sono perfettamente standard.
Le suppellettili speciali di un certo rilievo sono solo un paio, ma si integrano alla perfezione: lo specchietto endbar montato sul semimanubrio stock e il coperchio copripignone in plexiglas, materiale molto caro al buon Nicola. II motivo ispiratore del favoloso scarico viene dalla storia del marchio britannico, ma le circostanze che lo vedono apparire su questa special meritano di essere approfondite. Un paio d'anni fa, sempre in occasione di un Bike Show, Mr. Martini si rivolge allo staff della società Zard per farsene preparare uno simile, da montare su una Rocket III da personalizzare alla sua maniera. E' evidente che nel disegnarlo Nicola s'ispira a quello della più illustre e meno opulenta Rocket dei seventies, che agita le sue notti sin dai tempi della mitica stazione di servizio degli esordi, con annesso garagino. Dopo il salone, lo scarico finisce nella classica scatola che gira senza requie in officina. Messo il codone della Thruxton Cup sulla Daytona di Claudio, si pone il problema dello scarico da adottare; a Nicola si accende la classica lampadina in testa, una micidiale intuizione lo folgora. "Vuoi vedere che quel ray-gun... Ma dove I'avrò messo?!" Scovato lo scatolone si sperimenta un'accoppiata subito vincente; il terminale sembra disegnato apposta per la Daytona di Claudio, è sufficiente adattare appena il collettore di scarico. Passata una mano di nero anche sulle forcelle, la tre cilindri è completa, pronta per far strage di cuori e di giurie al Bike Expo di gennaio. Unica nota irrisolta, la grande scritta "Rob" sul monoposto. Che il buon Nicola stia architettando qualcosa ispirandosi ai mitici telai Rob North al cromo molibdeno? Su questo, il nostro amico non si e sbilanciato troppo, ma noi aspettiamo di vederne ancora delle belle. Magari suggeriamo a Nicola di mettere mano al suo bagaglio di memorie per sfornare la versione moderna dell'indimenticabile scarico triplo sovrapposto della Hurricane... Occhio, Mr Martini: se lo fai sul serio, una parte delle royalties spetta a noi di Racer!
<< indietro


