



>> SCHEDA TECNICA
GENERALITÀ
Nome della moto: SuperCooper Racer; marca: Triumph; modello: Adventurer
900; anno di immatric: 1993; proprietario:
Nicola Martini; città: Verona;
MOTORE
Cilindrata: 885 cm (76x65 mm); cilindri: 3,
originali; raffredd.: a liquido; accens.: digitale a induz.; alimentaz.
3 carburatori di 36 mm con kit Dynojet; filtro aria: K&N in carta;
imp. di scarico: Shark in carbonio; altri partic.
carter motore satinato nero opaco.
TRASMISSIONE
Primaria: a ingranaggi; secondaria: a
catena Afam; cambio: rovesciato a 6 rapporti; frizione: multidisco in bagno
d'olio.
CICLISTICA
Telaio: monotrave superiore in acciaio; modifiche: eliminazione telaietto
posteriore; forcellone: originale; forcella: Showa
(Triumph Speed Four); diam. steli: 43 mm; ammortizz.: Wilbers regolabile
nell'interasse; cerchio ant: 3.5x17" in lega (Honda CBR 600 '98);
pneum. ant.: Metzeler RS 120/70 ZR 17; freno ant: a doppio disco di 296
mm (Honda CBR 600 '98) con pinza Nissin (Triumph Daytona) e pompa freno
radiale Braking; cerchio post: 5.5x17" in lega (Triumph Speed Triple
900); pneum. post: Metzeler RS 180/55 ZR 17; freno post: a disco di 285
mm con pinza a due pistoncini (Triumph Speed Triple 900).
ACCESSORI & PARTI
SPECIALI
Manubrio: Speed Triple 900; faro: originale,
verniciato in nero opaco; luce post: CEV; strumentai modificata con supporto
contagiri artigianale in plexiglass e spia olio; pedane: Raask arretrate;
sella: modificata e rifoderata; altro: tappo serbatoio benzina tipo "Monza" artigianale,
piastre faro artigianali nere, tabelle portanumero.
>> SPORT COOPER RACER
Articolo tratto da "Racer" - Testo di Massimo Tamburelli -
Foto di Max Trono
Non è la solita preparazione, è uno strip tease mozzafiato.
Della Adventurer c’è solo quel che serve, ma ciò che
resta è sufficiente per farci battere forte il cuore! Quando abbiamo
visto la Super Cooper Racer 900 ci siamo subito giocati con il legnetto più corto
il turno di chi ci sarebbe saltato sopra per primo: morbida ammaliatrice
di forme giunoniche, la Triumph di Nicola e Marco di Numero Tre Verona ci
ha fatto subito correre con la mente a quelle serene smanettate di un tempo,
col gas pronto all'uscita dei tornanti di montagna, volando circondati da
alberi, prati verdi, e qualche balla di paglia qua è là, giusto
per dire che ogni tanto pensiamo alla nostra pellaccia. Si, questa bella
motorona ci porta ad immaginare qualche esuberanza, pur senza vantare le
superpotenze delle sportive attuali. Le sue curve spuntano fuori da ogni
parte, come se qualcuno le avesse allacciato il corsetto stretto quanto basta
per mostrarne l'abbondanza, con curata malizia. Con un elegante spogliarello,
dalla tranquilla passista Adventurer è uscita fuori questa bella moto
sportiva neoclassica, capace di rubare gli sguardi. Anche il suo colore evoca
un pizzico di femminilità: un giorno Nicola vide entrare nel suo negozio
una splendida bionda, che indossava un vestito del medesimo azzurro intenso.
Fu colpito dal vestito e decise di abbigliare la sua prossima creatura in
metallo con lo stesso color turchese. Come nelle trame da commedia americana,
la bionda non si vide più passare lungo la via che ospita l'officina
veronese; ma la Super Cooper Racer 900 è sempre li in vetrina, a
ricordo di quel giorno, e tenta ogni appassionato del marchio Triumph. In
verità, la genesi della Super Cooper Racer ha origini ancor più lontane
del fatale incontro con la bella biondina. La prima Àdventurer rimodellata
in questo modo da Nicola e Marco fu, un paio di anni fa, un'elegante neo-cafè completamente
colorata di nero. Dotata di un bel cupolino, col cerchio anteriore da 18
pollici originale ed il posteriore a razze da 17 a sostituire il 15 pollici
raggiato di serie, venne denominata Super Cooper. La nuova versione "Racer" estremizza
lo stesso discorso, tirando fuori il centopercento della grinta disponibile,
senza lasciare nulla all'immaginazione! Ciò che colpisqe immediatamente è la
parte posteriore della Cooper, come lascia intendere l'appellativo corsaiolo
che tradisce l'influsso delle quattro ruote: dopo la sella rigorosamente
monoposto rimane solo quel tubone di scarico di stile automobilistico, che
guarda all'insù come una contraerea. Nella prima versione, quella
di due anni fa, il terminale era stato trapiantato direttamente da un'ignara
Audi 8O; per la Racer non si poteva rinunciare a materiali leggeri, quindi
carbonio con le parti di raccordo in acciaio. Il terminale della nuova Triumph
turchese è stato confezionato di proposito dalla Shark per questa
applicazione. Per realizzare questo alleggerimento tecnico-estetico della
parte posteriore, è stata tolta la parte finale del telaietto reggisella;
i1 fanalino rosso è stato applicato a due dita dal corto sellino.
Quanto alla targa, se dovesse servi un posticino, si può trovare sotto
il bombardone. Naturalmente questa trasformazione radicale non lascia incertezze
sulla totale vocazione monoposto d'altronde una moto così bisogna
godersela in perfetta solitudine! Come ogni racing retrò cattivella,
ispirata alle vecchie moto da corsa, la Cooper ha dovuto rinunciare completamente
ad entrambi i parafanghi: l'effetto è magnifico. In caso di pioggia,
però, solo il tubone posteriore potrà ripararci un poco dalla
penna d'acqua sollevata dalle ruote; per l'anteriore non ci sarà nulla
da fare, la doccia è garantita! Non sorprendetevi se, quando ormai
il sole sarà tornato a splendere, il suo pilota continuerà a
godere per numerosi chilometri di uno speciale effetto idromassaggio, particolarmente
stimolante con caschetto aperto... Se il lavoro dei nostri amici ha un carattere
essenzialmente estetico, anche la ciclistica è oggetto di un grande
lavoro di adattamento, pur restando in casa Triumph per pescare nella componentistica
più tecnica di modelli recenti. La forcella fa parte dei gioielli
di famiglia, viene infatti prelevata da una Baby Speed, salvo poi effettuare
un accurato lavoro di messa a punto; l'ammortizzatore posteriore originale è stato
fissato con una staffa più lunga, così il bel retrotreno si
spinge ancora più in su, e si ottiene l'effetto estetico e pratico
di caricare pesantemente l'avantreno. Le ruote a raggi lasciano il posto
a due cerchi in lega da 17 pollici, anche in questo caso di provenienza Speed
Four; calzano però una coppia di gomme rain da pista. Per frenare
la muscolosa Cooper, sono stati messi piazzati anteriormente due dischi da
320 millimetri, su cui agiscono una coppia di pinze Triumph comandate da
una pompa radiale. Anche il motore è stato messo a punto nei minimi
dettagli, pur senza grandi stravolgimenti. Il cambio a cinque marce è stato
sostituito con quello a sei rapporti, fornito in kit dalla Triumph. L'aspirazione è stata
rivista con l'applicazione di un kit KN che lascia in bella vista i filtroni
in carta. Se l'inconfondibile rombo rauco del tre cilindri inglese emoziona
alla prima sgasata, la stessa posizione in sella della Cooper regala subito
tante emozioni: i due semimanubri fissati in basso sugli steli, unitamente
alle leggere pedane arretrate e rialzate, vi dispongono subito in posizione
d'attacco! Davanti al naso, appena sopra il nastro d'asfalto che vi si srotolerà davanti,
svetta solo soletto il contagiri classico, ricavato dalla strumentazione
originale e piazzato al centro. Abbracciati così alla bella ragazzona
inglese, la tentazione si fa forte... Ma non innamoratevene troppo, perché Nicola
e Marco sono molto gelosi della loro bionda dal vestito turchese!
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