




>> Una Special...speciale - Thruxton 900 Flash Back
Articolo tratto da "Cafe Racer" - Testo di Nicolò Codognola e foto Wolfango
Quando ancora non era presente nelle vetrine dei concessionari, la Thruxton è stata oggetto delle amorevoli cure di un tuner nostrano, ma con il british racing spirit nel cuore.
La Thruxton si può idealmente definire come una special su base Bonneville. Quella su cui tutti noi, dietro al bancone, abbiamo congetturato in questi anni. Non siamo stati né i primi, né gli unici a fantasticare su una Bonnie con mezzi manubri e pedane arretrate. In tanti si sono dati da fare, sfornando vere racer dal gusto retro. Persino nomi famosi come Mecatwin, VD e Talamo si sono cimentati nel tuning del twin britannico, finché non ci ha pensato mamma Triumph a servire già pronta la sua café racer. Eppure c'è chi non si accontenta e va ancora oltre.
Stiamo parlando di Nicola Martini, boss della Numero Tre di Verona. Nicola è una nostra vecchia conoscenza. Già in passato sono approdate sulle pagine del Café alcune sue creature. I suoi lavori, curati ed eleganti, non sono passati inosservati nemmeno Oltremanica. Così è successo che un bel giorno d'inverno il nostro Nicola si vede recapitare in officina una Thruxton fiammante, una delle prime in assoluto uscite dalla catena di montaggio di Hinkley. Insieme alla moto, una richiesta da parte della Triumph di allestire una special, da presentare in contemporanea al lancio mondiale della novecento da cui deriva. Un compito importante, impegnativo, e non privo di rischi. Ma a "Mr. Martini" piacciono le sfide e in poche settimane si inventa qualcosa di sbalorditivo. Il risultato lo vediamo in queste foto. La moto è piaciuta così tanto, che la Triumph alla fine ha deciso di tenersela per sé! Per farla breve: alla presentazione della Thruxton, all'Ace Café, la vera protagonista era questa special. Persino Mark Wilsmore si è complimentato con Nicola, e gli ha chiesto consigli per un tuning delle sue vecchie glorie...
La ricetta di questa special è tanto semplice, quanto raffinata. Gli interventi mirati a migliorarne le prestazioni non sono radicali, mentre l'estetica è stata oggetto di grande attenzione. Il risultato è una moto all'apparenza totalmente nuova, ma che non tradisce la propria filosofia e le linee generali. Nicola si è divertito ad incattivire ancora di più la già bastarda Thruxton, regalandole -come dice lui- un aspetto più attuale. Via la striscia a scacchi che caratterizza il modello di serie e sotto con una bella pittata di matt gray tanto per iniziare. Ai lati del serbatoio spariscono anche i fregi cromati che fanno tanto Sixties, e prendono il loro posto due originalissime tabelle portanumero nere con scritte arancio. Il corto parafango anteriore è ulteriormente accorciato, quello dietro è eliminato del tutto, insieme al fanale e alle frecce. Ora il nuovo culetto è ancora più esile e sfuggente, con la sella modificata e un sottocodone in alluminio fatto a mano. Ma dove è finito lo stop? Un nuovo gruppo ottico posteriore aftermarket è incastonato nel guscio coprisella appositamente sagomato, mentre di lato fa capolino il tubo di sfiato dei vapori d'olio, come sulle moto da corsa d'un tempo. Niente male, vero?
La special di Nicola è costellata di tanti piccoli particolari che la rendono un oggetto prezioso e denotano la cura maniacale per i dettagli del preparatore veneto. Si va dal blocchetto d'accensione in ergal ricavato dal pieno al carter copripignone in plexiglass trasparente. L'originale eleganza di questo materiale caratterizza anche la piastra portastrumenti, anch'essa tagliata da un foglio di plexi. La strumentazione è, giustamente, essenziale e ospita il solo contagiri, accompagnato da poche spie, in pieno spirito minimalista! La ciclistica di serie, come l'aspetto, è più vicina alla filosofia racer degli anni sessanta che ad una moderna supersportiva. Ben vengano quindi gli shock absorber Wilbers, veri pezzi da intenditori. Il motore invece, come dicevamo all'inizio, è stato lasciato praticamente di serie. Bastano infatti un kit getti e spilli nuovi ai carburatori e cornetti liberi di derivazione automobilistica per far respirare bene il twin parallelo. E lo scarico? L'abbiamo lasciato per ultimo, anche se è la prima cosa che attira lo sguardo. Una coppia di silenziatori racing del catalogo Triumph è abbinata ai collettori artigianali e rialzati. Ora il sound e le prestazioni sono davvero in sintonia con l'aspetto cattivo di questa Thruxton. Le marmittozze cromate corrono alte e attillate lungo i fianchi per finire, sorrette da due piastre in alluminio ricavate dal pieno, ai lati del codino, sparate in faccia ai possibili inseguitori! Ma vi assicuriamo che è meglio stare attaccati ai semimanubri di questa special, piuttosto che vederla soltanto da dietro! A proposito se volete darle un'occhiata dal vivo prima di commissionarne una uguale però, dovete farvi un giro in Gran Bretagna. Varcate la soglia della nuovissima fabbrica di Hinkley e provate a sbirciare nel salone principale, la Hall of fame Triumph. A far compagnia a tutte le moto più blasonate e rappresentative marca inglese, da qualche tempo c'è anche la special di Nicola Martini.....
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