



>> TRIUMPH T3 Mr. MARTINI
Articolo tratto da "Racer" 14 - Testo di Giuseppe Roncen -
Foto di Simone Romeo
Fuori strada? Nicola Martini interpreta la voglia
di scrambler moderno che aleggia da tempo. Inventa un mezzo a prova di
traffico, a proprio agio in autostrada e piacevole da guidare nel misto
stretto, pronto a lunghi viaggi e capace di cavarsela anche su strada
sterrata... più di una Triumph Special, è quasi un prototipo
Le moto speciali spesso nascono per la pura voglia di distinguersi, per
maniacale perfezionismo oppure per la necessità di riportare in strada
un mezzo incidentato, con originalità e mezzi limitati. Talvolta prendono
il volo sulla scia di una inesauribile sete di restazioni; certe volte esprimono
nostalgia per il passato, più spesso tracciano un percorso futuro,
anticipano tendenze, esprimono nuove esigenze... L'infaticabile, incontenibile
Mr Martini ha percorso già tutte queste strade, in sella alle sue
belle preparazioni contemporanee. che in tutta semplicità si fanno
notare e apprezzare in tutto il mondo. La sua è una storia di successo
quasi tutta italiana, fatta d'inventiva e di creatività; quasi, visto
che le sue ispirate visioni si sono concentrate sulle Triumph dell'ultima
generazione. Rese più sportive le Thruxton e più europee le
Rocket, senza trascurare le "vecchie" tre cilindri. Martini ha
proposto alla stessa casa madre le proprie intuizioni in tema di accessori
per Bonnie. "La dirigenza Triumph ha molto apprezzato la Flash Back; è nata
una collaborazione intensa, che ha portato all'intera linea Sixty8, lanciata
nella scorsa primavera su scala mondiale". Invece di nominare il buon
Nicola baronetto honoris causa, la corte di Hinckley gli ha regalato una
Thruxton; moto che. nonostante il valore simbolico, è stata immediatamente
smembrata in mille pezzi. Forse nemmeno i dirigenti della casa riuscirebbero
a riconoscere, sotto le mentite spoglie di questo essenziale scrambler moderno,
la Thruxton in questione. Appena svelata, durante il T-Day questa moto ha
attirato un incredibile capannello di gente; i più incuriositi e frenetici
nel fotografare, pare fossero alcuni uomini di Hinckley... Eppure la casa
inglese ha in catalogo ben due proposte in tema, una nostalgica bicilindrica
e la più autostradale Tiger. C'è bisogno di una terza entro
fuoristrada? Nicola racconta con naturalezza le motivazioni di questa avventura;
"Il mio progetto, più ambizioso di una comune special, combina
la funzionalità e la polivalenza che si esigono da una moderna scrambler.
Lo fa sulla base classica e semplice di una moto con due soli cilindri, facile
da guidare, di prestazioni dignitose, senza eccessi né complicazioni.
E' una risposta più fascinosa e intrigante della Transalp, più snella
del best seller GS, più tradizionale della Ulysses e meno nervosa
del Multistrada". Esiste veramente la clientela potenziale per una entro-fuoristrada
del genere? "Credo che molti concessionari, forse tutti nel sistema
Triumph, abbiano un certo tipo di cliente. E' un vero appassionato motociclista
che non cerca prestazioni esasperate, ma utilizza la moto ogni giorno in
città per spostamenti lavorativi e per commissioni. Un professionista
o un creativo, sempre alla ricerca di un oggetto funzionale e raffinato,
pratico ma non banale. Proprio come Vittorio, l'avvocato veronese che ha
voluto questa T3. Da me ha già acquistato ben dodici Triumph. ma trovava
le Classic troppo vintage e le sportive troppo esasperate, la Tiger ingombrante
e la Speed poco accogliente; ha capito subito lo spirito cittadino e informale
di questa moto, ispirata dal vecchio GS. quello essenziale nato per l'avventura".
La ex-Thruxton emana un certo spirito d'altri tempi, scarno, quanto mai
affascinante. Merito di finiture accurate e sobrie. I cerchi e molti dettagli
dipinti di nero, la tinta metallizzata satinata dei serbatoio e l'alluminio
spazzolato, lasciano subito intuire la grinta di questa moto "grezza",
una specie di Land Rover a due ruote pronta a tutto. A cominciare dai pneumatici,
i Pirelli Scorpion tassellati dell'ultima generazione, validi su asfalto
e capaci di lasciare l'asfalto senza impacci. La ruota anteriore da soli
18 pollici, a differenza del 19" di Bonnie e Scrambler, è l'unico
aspetto che ne tradisce l'origine Thruxton. a tutto vantaggio della maneggevolezza.
La ciclistica si rivela sempre all'altezza della situazione su asfalto, ma
non viene affatto stravolta; la forcella è sostituita completamente
da quella di una "vecchia" Thunderbird tre cilindri, più larga
e più alta, per montare senza problemi un kit specifico Brembo Oro
con pinza a quattro pistoncini e disco flottante. Determinante l'adozione
di ammortizzatori WP completamente regolabili con interasse maggiore, per
caricare l'avantreno e aumentare la luce a terra. Il manubrio è quello
di una Speed, la sella originale viene sagomata, accorciata e rivestita di
nuovo, ma sono i comandi a pedale a rendere perfetta la posizione di guida. "Le
pedane Thruxton, arretrate e rialzate rispetto alle altre Classic, permettono
cambi di direzione più rapidi e maggior sensibilità".
Chi ha avuto la (ottima di provarla sulle tortuose strade delle colline parmensi,
rome noi nel corso del T-Day. non possono che confermare lesliem.i facilità di
guida in ogni circostanza di questa belLi moto, che aspira a qualcosa in
più dell'etichetta di special... Il motore risponde allegro e pronto
ma silenzioso, merito dello scarico Shark che Martini dota di una protezione
anticalore dirt track che la nostra fantasia trasforma subito in tabella
portanumero. Questo è in realtà uno dei pochi elementi creali
di sana pianta da Martini, che preferisce riciclare con astuzia. Una Thundcrbird
presta il serbatoio, più capace, e una Tiger l'unica borsa laterale.
Il gruppo ottico anteriore è HVAnraio da una TT ÓOO. dopo la
trasformazione in Baby Speed Numero Tre firma il parabrezza regolabile in
plexiglass. il coperchio del pignone metallico stile Sixty8 e il supporto
degli strumenti. che accoglie l'indispensabile navigatore satellitare tascabile,
soppiantando il contagiri Il parafango anteriore alto è recuperato
su uno scooter, ma l'inferiore è una sezione di T-Bird; una piastra
in alluminio ripara il sottosedile mentre il portatarga Speed Triple alloggia
le frecce omologate in alluminio e la luce di coda di un Monster. Nonostante
l'originalità e la personalità della T3, le modifiche apportate
dallo staff di veronese sorprendono proprio perché contenute e semplici. "Molti
componenti sono di origine Triumph e tutti anche quelli aflermarket, rispettano
i parametri di omologazione..." Come dire che la T3, oltre ad essere
una economica e razionale iniziativa autonoma di Martini, potrebbe entrare
in produzione, senza troppi problemi! Lieto fine per tutti, dunque, anche
per Vittorio? "Ne va contentissimo, ci va in tribunale ogni giorno è appena
partilo per una vacanza in Austria svuotando le borse da pratiche e computer
portatile per portarsi dietro canne, stivali e materiali da pesca. La T3
se la cava su autobahn. anche se non sono il suo terreno prediletto; è agile
sui tornanti di montagne e affronta anche qualche sterrato, alla ricerca
del posto sperduto e affollato di trote, quello che sogna ogni pescatore".
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